Il 17 marzo, una settimana dopo la sua scomparsa, Moebius mi è apparso in sogno.
Stava in piedi fuori dalla porta del mio studio, vestito con una tuta da operaio, e col dito scriveva un "8" sulla polvere del vetro.
L'inizio del suo viaggio oltre la soglia deve aver vibrato potentemente nell'etere. Io a tal proposito sognai un dialogo con un amica: lei si sbracciava sul fatto che era morta una qualche icona della tv/cinema/musica italiana e che tutti ne parlavano da qualche tempo; io con veemenza gli facevo notare che piuttosto, era il caso di onorare la fresca dipartita di una figura molto più importante per tutti noi. L'intensità e la nostalgia con cui parlavo di tale perdita, nonostante il soggetto fosse indefinito, stranamente mi scuoteva nel profondo. La mattina, appena sveglio, appresi la notizia della dipartita di Jean Giraud.
Classe 1982, dopo la maturità scientifica ho frequentato per due anni la Scuola del Fumetto di Milano e un corso di grafica pubblicitaria all’istituto di arti grafiche Rizzoli. Il mio esordio nel mondo dei fumetti avviene nel 2005 sul n.1 della rivista Strike (edita da Starcomics) con una breve storia intitolata “Predatore Naturale”. Subito dopo sono passato allo staff della nuova serie di Jonathan Steele disegnando sugli albi n.11, 18, 19, 34 e 47. Ho anche collaborato col gruppo di Cronaca di Topolinia disegnando il n.4 della serie M.I.S. Ho poi realizzato la miniserie “Dr. Voodoo”, su testi di Giovanni Gualdoni, per la rivista “Brand New” edita da Free Books. Nel frattempo alterno l'attività di fumettista a quella di illustratore per editoria e pubblicità lavorando per case editrici come Cetem, Mondadori, Masson e vari studi grafici come Drowart Studio, MT&C. Attualmete sto lavorando per la Sergio Bonelli Editore, per la quale ho già disegnato i numeri 6 e 11 della miniserie "Cassidy". Al momento sono al lavoro su una nuova miniserie, di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari, di prossima uscita sempre per Sergio Bonelli Editore.
2 commenti:
L'inizio del suo viaggio oltre la soglia deve aver vibrato potentemente nell'etere.
Io a tal proposito sognai un dialogo con un amica: lei si sbracciava sul fatto che era morta una qualche icona della tv/cinema/musica italiana e che tutti ne parlavano da qualche tempo; io con veemenza gli facevo notare che piuttosto, era il caso di onorare la fresca dipartita di una figura molto più importante per tutti noi.
L'intensità e la nostalgia con cui parlavo di tale perdita, nonostante il soggetto fosse indefinito, stranamente mi scuoteva nel profondo.
La mattina, appena sveglio, appresi la notizia della dipartita di Jean Giraud.
la tua è stata addirittura una premonozione!
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